giovedì 26 aprile 2012

Sparizioni, chiavi di ricerca, ultime letture.

Fa piacere sapere che il tuo blog continua ad attirare visitatori, anche se non lo aggiorni a così tanto tempo che il pannello di controllo di Blogger è ormai tutto inghirlandato di ragnatele. Certo, poi guardi le chiavi di ricerca e ti chiedi che razza di fottuti degenerati infestino il blog in tua assenza, ma vabeh.
Per la serie "cose che la gente cerca su google per finire qui, per ora abbiamo:
  • acrilici voc giocattoli
  • gente morta
  • auguri dottoressa paperino
  • perle uomo
  • giochi di aerei della fine del mondo
  • contattare visivamente un morto
  • furby giganti
  • le fiurine di dexter
  • stronzi che galleggiano
Mah.
Ah, visto che sono qui a condividere queste sciocche informazioni, mi pare giusto anche spiegare il perché della mia sparizione.
Avete presente quel momento in cui i professori realizzano la scarsità di ore che li separano dalla fine dell'anno scolastico, e la mole di nuovi argomenti/verifiche/interrogazioni che si erano prefissati di fare in quelle poche ore? Ecco. Aggiungete un bell'esame di maturità a moltiplicare x2 l'ansia di insegnanti e studenti, e avrete un quadro della mia attuale situazione.
Nei ritagli di tempo sto continuando a sputare sangue sul mio aborto letterario in via di scrittura, ufficiosamente chiamato Il Libbro. Intendo fare un post in cui spiego un po'che roba è, giusto per nutrire il mio ego, ma posterò il tutto solo dopo essere riuscita a completare in via semi-definitiva i primi 3-4 capitoli. Giusto per dare l'impressione di star parlando di qualcosa che riuscirà effettivamente a veder luce.
Per il resto, continuo a leggere robe più o meno astruse grazie al mio fido lettore di ebook. Ho mangiucchiato altri manuali di scrittura, aggiornando [la solita lista]. Parlando di narrativa, invece, faccio una lista piena di commentacci perché sì.

Il Profumo (di Patrick Süskind) è un libro che ho cercato di farmi piacere a tutti i costi. Voglio dire, ne parlano bene un po'tutti, la trama è interessante, il film mi è piaciuto. E la regola di base è che i libri sono sempre meglio della loro versione cinematografica, no?
Eppure a me Il Profumo ha infastidito. Non ho nulla contro la trama, che segue le disavventure di un uomo dal naso estremamente sensibile che cerca di realizzare il profumo perfetto. Quel che mi ha irritato è il modo in cui la storia è stata raccontata, con un narratore onniscente che cerca di infondere al tutto un'atmosfera surreale che mi è parsa forzata. Il protagonista di base ha un carattere interessante, e tenerlo così lontano dal lettore mi è parsa un'occasione sprecata.
Consigliato?
Se la trama vi ispira, io vi consiglio di vedervi il film, piuttosto. Ma io sono una rompipalle che schifa tutto ciò che non ha un POV saldamente ancorato nella testa del protagonista (deformazioni professionali da gdrista), indi a voi potrebbe piacere. Le preferenze stilistiche sono soggettive, in fondo.

Vittorio the Vampire (di Anne Rice) è l'unico libro facente parte delle Cronache dei Vampiri a non essere mai stato pubblicato in Italia.E ssendo io stata una grandissima fan della saga ai tempi delle medie, ho deciso di sciropparmi quest'ultimo suo volume per puro amore di completezza.
Non l'avessi mai fatto.
Ora, io non ricordo se la Rice sia sempre stata una scrittrice così atroce. So che a un certo punto della sua carriera ha deciso di essere troppo figa per avere un editor, e ciò di certo non ha innalzato la qualità dei suoi scritti.
Definire la sua prosa "barocca" è un eufemismo: ogni pagina di questo libro straborda di descrizioni inutili, di continue e ripetute esaltazioni alla bellezza di questo o quello o quell'altro. Descrizioni brutte, peraltro, che si limitano ad essere lunghe liste della spesa di aggettivi. Volete un esempio? "A long narrow solemn uncomplaining and unjudging mouth."
*piange*
La trama del romanzo? C'è un fichissimo nobilastro che vive in un'Italia medievale orrendamente idealizzata e piena di ingenuità (I castelli dalle mura di marmo!), e che un giorno cade vittima di un raid vampiresco. I mostri sanguinari uccidono tutta la sua famiglia, ma la sua vita viene risparmiata da una vampira che si innamora di lui a prima vista, in maniera assolutamente casuale.
Seguono pagine e pagine di vendetta, descrizioni, deliri teologici, descrizioni, ingenuità narrative, altre descrizioni, con annessa una storia d'amore che riesce nell'incredibile impresa di essere peggiore di quella di Twilight. Giuro.
Concludere la lettura di 'sta merda mi ha provocato dolore fisico. E sebbene la tentazione di leggere gli ultimi lavori della Rice per puro masochismo sia forte, il mio buonsenso mi dice di evitare.
Consigliato?
Quanto una gomitata nelle gengive. Forse potrebbe piacere alle ragazzine pezzenti che adorano Twilight, ma di solito le creature di tale razza sono troppo gggiovani per saper leggere in inglese.

E un'altra cosa (di Eoin Colfer), il sesto capitolo semi-ufficiale della Guida Galattica pr Autostoppisti, è un libro che mi ha piacevolmente stupito. Mi aspettavo una minchiata cosmica, un bieco tentativo commerciale atto a sfruttare il nome di una saga famosa, ma il libro in sé non è così male.
 Di base, Colfer è uno scrittore con una certa esperienza. Si vede che ha studiato lo stile di Adams, che ha cercarlo di riprodurlo in maniera fedelissima. In certi punti ci riesce davvero bene; in altri la cosa funziona decisamente meno, ma l'impegno si vede tutto.
La trama? Molto più solida degli altri libri della Guida, devo dire. Mi ha sempre fatto un po'storcere il naso il modo in cui Adams tendeva a esagerare coi deus ex machina, mentre qui è tutto abbastanza coerente, con un inizio e una fine. I nostri eroi riescono a fuggire dall'ennesimo tentativo di distruzione della terra visto nel finale del precedente libro, ovviamente, e scoprono di non essere gli unici superstiti terrestri. Compagiono poi vogon, divinità nordiche assortite, e alcuni gradevolissimi ritorni come Wowbagger l'eterno prolungato! Quello che andava in giro ad insultare ogni singolo abitante dell'universo in ordine alfabetico. Stima.
Consigliato?
Un libro scritto da un fan per i fan. Diverte alquanto, se letto tenendo ben presente la cosa.

I, Lucifer (di Glen Duncan) è uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere negli ultimi anni. Se ne riparla tra qualche giorno, attualmente riuscirei solo a sbrodolare il post con commenti entusiasti.

HELP! A bear is eating me! (di Mykle Hansen) è un libro di cui ha già abbondantemente parlato [il Tapiro], e condivido in toto la sua recensione.
Consigliato?
È un libro divertente che si legge in un pomeriggio, oltre ad essere scritto in un inglese assai semplice. Ergo, sì, consigliatissimo: non offre nulla più di semplice intrattenimento, ma svolge egregiamente il suo compito.


E meno male che doveva essere un post corto. Come passa in fretta il tempo quando ci si diverte criticando...

2 commenti:

  1. Bentornata! ^_^
    Anche io ho preso HELP!, comincerò a breve a leggerlo... Oh, in bocca al lupo per la maturità! Argomento della tesina?

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    1. Grazie ^^
      Argomento della tesina? Gli scienziati pazzi.

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