domenica 4 settembre 2011

Recensione - Sanctuary (Telefilm)

Ci sono telefilm che seguiamo pur sapendo che sono un'immane stronzata. Trashate allucinanti che non solo guardiamo, ma che ci piacciono pure, per motivi che vanno oltre ogni regola del buongusto o del buonsenso.
Oggi vorrei parlare di uno di questi telefilm. Si tratta di Sanctuary, serie ormai giunta alla sua quarta stagione, e che va in onda anche in italia sul digitale terrestre, canale Steel.

Il logo almeno è stiloso.

La premessa dello show è semplice: vi è una rete di rifugi sparsi per il mondo, strutture incaricate di proteggere e aiutare le creature chiamate Anormali. Creature come folletti, sirene e fatine, ma anche di furiosi elementali, uomini volanti, bestiacce assortite. Il Rifugio è una casa per tutte queste creature, sia che esse bussino direttamente alle sue porte in cerca di aiuto, sia che siano bestie lì portate perché troppo pericolose per essere lasciate in giro. Lo show si focalizza inizialmente su uno di questi rifugi e sulle disavventure dei suoi dipendenti, secondo la classica formula del [Monster of the week]: un nuovo bestio con cui avere a che fare a ogni puntata, e nessun vero plot a legare le vicende tra loro.
Capo della baracca è la dottoresse Elen Magnus (Interpretata dall'Amanda Tapping di Stargate), supportata nel suo lavoro dalla figlia Ashley, una simpatica macchina da guerra esperta in armi da fuoco, arti marziali, e ogni disciplina che le consenta di far male alla gente in generale. Una coppietta adorabile, davvero.
Dal lato maschile invece troviamo Henry, il tecnico nerd del Rifugio, un essere grosso e peloso senza un vero nome che chiameremo Bigfoot; per concludere il dottor Will Zimmermann, che è il solito tizio normale che non conosceva gli Anormali, e viene sbattuto in mezzo al casino durante le prime puntate.
Percepite la banalità che trapela da queste poche righe di plot? I personaggi stereotipati, la stantia ripetizione della formula "c'è un mostro - fight - vittoria"?


 Manca Henry, nella foto. Credo sia per pura discriminazione verso i nerd.


Unica peculiarità di Sanctuary rispetto ad altri telefilm dello stesso genere, è il suo essere stato girato completamente in green screen: ogni elemento su schermo al di fuori degli attori è stato creato digitalmente. Come Avatar, ma con un centesimo del suo budget.
Il risultato è di qualità altalenante. I mostri protagonisti dei vari episodi spesso sono molto ben fatti, ma la stessa cura non è riservata agli ambienti in cui il tutto si muove, molto spartani. Lo scarso budget del telefilm dev'essere stato sprecato tutto negli effetti speciali, e spesso mancano soldi per le comparse che dovrebbero riempire gli ambienti. E' straniante vedere come l'enorme struttura del Rifugio sia gestita unicamente dal quintetto protagonista, come essi passeggino sempre da soli in questi corridoi enormi e vuoti. Il nonstense aumenta quando l'azione si sposta in ambienti più grandi, in città in cui non ci sono macchine o pedoni sui marciapiedi. C'è da applaudire l'idea, il coraggio con cui si è tentato un simili espediente, ma la realizzazione in molti casi è insufficiente, uccide totalmente la sospensione dell'incredulità degli spettatori.
E' uno show brutto, ve l'ho detto. Ogni tanto ha qualche trovata carina, qualche mostro più strambo nella norma, ma il concept di base semplicemente non funziona, troppo simile a millemila altri telefilm.

I nubbini. Sostituite mentalmente il loro nome con "Nabbini", e l'episodio a loro dedicato diverrà una delirante metafora sulle dinamiche tipiche di un forum.

Per cercare di rendere più interessante questo concentrato di clichè, gli sceneggiatori hanno deciso, dopo le prime puntate, di dare una parvenza di trama orizzontale allo show. E hanno così creato una delle storyline più insensate e awesome che io abbia mai visto.
[Warning: lievi spoiler da qui in poi]
Scopriamo così che la dottoressa Magnus è in realtà immortale. Questo dono l'ha ottenuto quando, sul finire del 1800, decise insieme ad altri 4 scienziati di iniettarsi del sangue vampirico nelle vene.
Così, for Science.
Magnus ha ottenuto la vita eterna, James Watson un'intelligenza incredibile, Nigel Griffin è diventato l'uomo invisibile (sì, quello del racconto di Wells), John Druitt ([Vi ricorda qualcosa?]) diventa in grado di teletrasportarsi... e poi c'è Nikola Tesla, che da scienziato pazzo fissato con l'elettricità digievolve in scienziato pazzo vampiro in grado di sparare fulmini.

Lo sconosciuto Jonathon Young interpreta Tesla. E lo fa davvero bene, creando un personaggio schifosamente egocentrico che ti vien voglia di bastonare, ma con amore.

Con l'introduzione di questi loschi figuri, Sanctuary inizia ad avere una trama vera e propria, con un discreto cast di personaggi ricorrenti che vanno ad affiancarsi al quintetto di eroi. E' una storia sgangherata e piena di buchi su cui possiamo sorvolare; perché in fondo la trama non è che un pretesto per far agire questi personaggi così deliziosamente nonsense, questa versione trash della lega degli straordinari gentleman.
È uno spettacolo divertente da vedere, pur con tutte le sue magagne. E credo che sia questa, alla fine, a essere la cosa davvero importante.

Ma alla fine, lo consiglieresti?

Nì.  
Sanctuary non può considerarsi esattamente un telefilm d'alta qualità. Ma se cercate qualcosa con buoni personaggi, che intrattenga senza troppe pretese, provate a dargli una chance. Dopo una prima serie un po'tentennante la storia ingrana e il tutto diventa assai piacevole da guardare, anche se non esattamente sensato.

1 commento:

  1. Sono arrivato alla terza stagione e devo dire che fa .....SCHIFO

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