domenica 25 dicembre 2011

Auguri.

I nubbini vi augurano un buon natale. O meglio, *guarda l'ora* di aver passato un bel giorno di festa.

giovedì 8 dicembre 2011

Seven links project

Approfitto dell'[invito] del buon Gherardo per dare una rispolverata al blog, in questo periodo brutalmente abbandonato causa deliri post NaNoWriMo, scuola, problemi familiari assortiti e, last but not least, nerding selvaggio su [Terraria].


La mia attuale casuccia. 
Fa abbastanza schifo, neh.

Mi ha chiesto lo Psicopompo di selezionare sette post. Il mio primo pensiero è stato "ma io li ho così tanti post sul blog?" Ho scoperto di averne più del doppio, e sono fiera della mia vaga costanza.
Parliamone, di questi post.


Il post il cui successo mi ha stupito.
L'idea che in generale qualcuno legga le minchiate che scrivo mi stupisce, ma se proprio devo scegliere un unico post voterei per [questa cosa indefinibile qua]. Ben 22 persone l'hanno letto, ma solo una di esse ha commentato.
Non voglio responsabilità riguardanti i danni fisici e/o psicologici subiti dagli altri 21 lettori.

Il post più popolare.
La mia [recensione di Sanctuary], mediocre telefilm che guardo for the lulz e che continua a portarmi fior di visite. Mah.

Il post più controverso.
Purtroppo, il mio blog piccino piccino non è ancora stato benedetto dal sacro dono del Flame. Il mio sogno è che un giorno una fan accanita di 70 acrilico, 30 lana venga a commentare incazzatissima [questo post] in cui riempo di insulti il suddetto libro e la sua autrice.

Il post più utile.
La [lista di manuali di scrittura]. Perché secondo me, i manuali servono. E poi mi sento così colta ogni volta che la aggiorno con un nuovo manuale appena letto.

Il post che non ha ricevuto l’attenzione che meritava.
La [lista dei webcomics].Spero che nessuno l'abbia commentata perché sono tutti troppo impegnati a leggere i fumetti interessanti che vi sono linkati.

Il post più bello.
Sono particolarmente felice di tutta la mia serie sulle perle di gdresca idiozia, ma il post che parla del [guerriero dalle otto pelli] credo sia stupendo.
Ho ancora molti post di questo losco figuro, sappiatelo. Il fatto è che in molti forum non è riuscito nemmeno a postare la sua scheda, è stato bannato prima. Vi narrerò nuovamente delle sue gesta appena riuscirò a rendere il materiale in mio possesso usufruibile a chi non se ne intende di GdR.

Il post di cui vado più fiero.
[quello lì] in cui mi azzardo a fare un confronto tra Hannibal Lecter e Dexter, cercando di capire come e perché questo tipo di personaggi possa incontrare il favore del pubblico. Scriverlo mi ha fatto sentire una persona intelligente.


Dovrei a questo punto rigirare la cosa ad altre sette persone, ma altri hanno già passato la cosa a tutti i blogger che seguo. Goddamn. Fa eccezione [Space of Entropy], che provvederò a stressare quanto prima.
 Sto ponderando, in compenso, di adattare et rigirare la cosa ai miei compagni di merende dei forum gdr.



Vorrei approfittare della situazione per parlare anche delle chiavi di ricerca bizzarre che la gente digita su Google per poi giungere qui. Tra le più insensate infatti abbiamo:
- Dachi Duck
Che credo che sia il nome di una escort brasiliana.

- Telefilm che parlano di business
Sembra roba noiosa. A meno che non si parli di telefilm come The It Crowd, che parla del nobile business del riparare i pc. È il tipo di show ideale per misurare il proprio coefficiente di nerdaggine intrinseca: se riesci a capire almeno la metà delle citazioni in esso contenute, e a riderci pure sopra, allora non hai più speranze di tornare ad essere una persona normale.

"If you tipe Google into Google, you'll break the Internet!"

- Micio puffoloso
Ho quattro mici in casa e la loro peluria infesta la mia tastiera, ergo possiamo dire che i gatti sono indirettamente presenti in questo blog... Anche se fatico a definire i miei "puffolosi". "Lardosi" credo sia un termine più adatto.

Questa è Kim.

domenica 20 novembre 2011

Guida galattica alla fantascienza umoristica

Ditemi il titolo di un libro di fantascienza comica.
Avete pensato alla Guida Galattica per Autostoppisti? Male, malissimo. Esistono innumerevoli libri facenti parte di questo genere sempre ormai in declino, oscuri titoli che solo i pischelli cresciuti a pane e Urania ricordano.
Ho pensato di fare una lista, perché le lista mi piacciono. Sono ordinate.

Doverosa premessa: leggere vecchi libri di fantascienza pescati dai mercatini è una tradizione che porto avanti da almeno una decina d'anni. Ciò significa che alcuni dei romanzi citati li ho letti molti, troppi anni fa, e che mi esimerò dal far commenti articolati su trama, stile di scrittura, personaggi e altre cose che non rammento con sufficiente chiarezza. Ricordo però molto bene se quei libri mi erano piaciuti o meno, e considerando il fatto che sono sempre stata una spocchiosa criticona di prima categoria, mi fido abbastanza dei miei vecchi giudizi.
Ah, se qualcuno leggerà/ha letto già qualcuno dei romanzi citati, e vuole parlarne in maniera più approfondita, lo faccia pure nel proprio blog o nei commenti, che poi linko o quoto il tutto.

Le copertine sono state tutte prelevate da [Mondo Urania]. Vi consiglio di farci un giro: contiene delle copertine stupende, e altre stupendamente trash.

Questa la adoro e il solo guardarla mi provoca crisi d'ilarità, 
ma non ne comprendo bene la ragione.



Psyconegozio (Psychoshop)
Di Alfred Bester e Roger Zelazny
Disponibilità: ITA, ENG
Un romanzo iniziato da Alfred Bester, completato dopo la sua morte da Zelazny. Parla di un negozio in cui ogni persona può scambiare un aspetto della sua mente per qualcos'altro. Il negozio è anche una specie di nave dimensionale, e i protagonisti la portano in giro per fare affari.
Almeno, così inizia il libro. Poi Zelazny prende in mano la cosa, e il romanzo inizia ad avere una trama.
Consigliato?
Il suo problema principale è che Bester e Zelazny sono assai differenti come autori. Il libro cambia completamente stile e tematiche, a un certo punto. Non c'è coesione, la cosa si nota e può dar fastidio.
È un esperimento non totalmente riuscito, che temo possa piacere solo se già si conoscono e apprezzano entrambi gli autori.

Signore dello spazio e del tempo (Master of Space and Time)
Di Rudy Rucker
Disponibilità: ITA, ENG
Tutto inizia con l'invenzione di un macchinario in grado di far diventare l'utilizzatore onnisciente ed onnipotente per una manciata di secondi. I protagonisti lo sfruttano cercando di migliorare il mondo, ma essendo tutti creaturi dalle testoline bacate riescono solo a produrre problemi. Ah, ho detto che la macchina può funzionare solo un numero limitato di volte?
Consigliato?
Ci sono lucertole giganti e alberi da frutta che producono frittelle. Vi basta come incentivo a leggerlo?

Strada senza fine (Roadmarks)
Di Roger Zelazny
Disponibilità: ITA, ENG
Il Tempo è una strada, letteralmente parlando. Ha le sue entrate ben nascoste, ed uscite che non sempre portano nel mondo che noi conosciamo. È usualmente attraversata da bizzarri figuri come quel tedesco basso coi baffetti che sta cercando un mondo in cui lui ha vinto la guerra, o quel'altro là che cerca di portare fucili in regalo agli antichi greci da impiegare nella battaglia di Maratona.
La trama lineare, narrata nei capitoli 1, viene alternata da capitoli autoconclusivi (quelli segnati col numero 2) dedicati ai comprimari, posti in ordine cronologico rigorosamente casuale. La cosa suona più complicata di quanto effettivamente sia, davvero.
Consigliato?
Zelazny è sempre Zelazny, con tutti i suoi pregi e i suoi innumerevoli difetti. Di buono in lui c'è una gran bella fantasia, . Di contro, i suoi protagonisti sempre self-inserction perfetti, fighissimi e predestinati a fare cose importanti, e potrebbero rivaleggiare alla grande con gli eroi di certe becere fyccine scritte da dodicenni. Se riuscite a passare sopra questo, vi troverete con un romanzo piacevole, che scorre benissimo, e con un plot twist finale che mi ha sinceramente stupito.

Hoka Sapiens (Earthman's burden)
Di Poul Anderson e Gordon Dickson
Disponibilità:
ITA, ENG
Gli Hoka sono esserini pelosi simili a gremlins in formato XXL, abitanti di un pianetino che viene scoperto dagli umani.
Gli Hoka rimangono affascinati dagli umani. In particolare, adorano tutti i prodotti della nostra cultura come film, libri e fumetti.
Il loro basilare problema è il loro non saper assolutamente distinguere la finzione letteraria dalla realtà.
Il libro è strutturato come un'antologia di racconti, in cui gli Hoka di volta in volta scimmiottano situazioni copiate dal nostro immaginario comune: simulano il far-west nel nostro deserto, ricreano la Londra vittoriana per il puro gusto di imitare e atmosfere di Sherlock Holmes e decidono di costruire un'astronae e far guerra ad altri pianeti perché beh, lo facevano anche in Star Trek.
Consigliato?
L'umorismo semplice e le citazioni semplici da cogliere lo rendono un libro adatto ai più giovani. Un bel regalo per un nipotino sveglio, un libro un po'semplicistico e noioso per chiunque altro. L'idea di base è davvero carinissima, ma alla lunga è un po'ripetitiva.


Memorie di un cuoco d'astronave
Di Massimo Mongai
Disponibilità: ITA
Iniziamo col dire che sono di parte, perché a me Mongai piace davvero tanto. Il suo primo libro finito nelle mie mani, il gioco degli immortali, giace in libreria sfatto, finito e distrutto, la copertina lisa e le pagine mezze staccate a suon di riletture.
Non mi ha deluso neppure questo suo Memorie che parla, duh, di un cuoco in un astronave. Formula episodica a tema culinario, con tanto di ricette al termine di ogni capitolo per riprodurre con ingredienti terrestri e commestibili le varie pietanze cucinate dal protagonista.
La Prova del Cuoco incontra Star Trek.
Consigliato?
È un romanzo di puro intrattenimento, che non si pone altro obiettivo oltre a quello di divertire e far venir fame. Nessuna trama, nessun drama e nessuna morale, ma solo cibo.
A me è piaciuto.
Ma ve l'ho detto, io sono di parte.

Il matrimonio alchimistico di Alistair Crompton (The Alchemical Marriage of Alistair Crompton, o anche Crompton Divided)
Di Robert Sheckley
Disponibilità: ENG, ITA
"Non avevo mai pensato che la concorrenza fosse così agguerrita"  disse un giovanissimo Douglas Adams parlando di Sheckley. All'epoca costui era uno scrittore di discreto successo, e questo credo sia uno dei suoi romanzi che più ho apprezzato. Di certo è quello con la trama più solida.
Protagonista della storia è un eccelso profumiere che da giovane ha subito un intervento neurochirurgico al fine di stabilizzare la sua testolina schizofrenica: le sue personalità alternative gli sono strappate via, impiantate su altri corpi, e spedite a vivere su altri pianeti. Sentendosi solo e incompleto, il nostro eroe va a cercarle.
Consigliato?
Sì. Le gag sono, una volta tanto, supportate da uno straccio di trama, e la cosa di certo male non fa. C'è anche da dire che lo stile di Sheckley può non piacere a tutti: il suo humor è tutto basato su lunghi discorsi surreali, con ben poca azione di fondo.

Il difficile ritorno del signor Carmody (Dimension of Miracles)
Di Robert Sheckley
Disponibilità: ENG, ITA
Sorpresa, signor Carmody, lei è stato prelevato dal suo pianeta natale in quanto fortunato vincitore della lotteria intergalattica! Ecco qua il suo premio, e... Come ci torna al suo pianeta? A questo deve pensarci lei, signore!
Consigliato?
Mbah. È l'opera di Sheckley che meno ho apprezzato, basata su discorsi nonsense troppo fini a se stessi per risultare davvero interessanti. Consigliata giusto ai fan dell'autore.

Venere sulla conchiglia Venus on the Half-Shell
Di Philiph Joseph Farmer, sotto lo pseudonimo Kilgore Trout
Disponibilità: ENG, ITA
Questo libro ha una travagliata storia editoriale fatta di pseudonimi rubati e litigi di cui non vogliamo sapere nulla.
Parliamo della storia del libro, piuttosto, anche se pure qui c'è poco da dire: la terra finisce sott'acqua per sbaglio, e l'unico essere umano rimasto se ne va a zonzo nello spazio. Decide anche di cercare Dio, perché prendersela con lui quando la tua razza si estingue è sempre una buona cosa da fare.
L'Invasato ne parla in maniera un po'più esaustiva [qui].
Consigliato?
La struttura del libro è quella classica di tanti romanzi del genere: episodi fini a se stessi ambientati su pianeti differenti, senza una gran trama di fondo. I singoli episodi sono però molto ben strutturati e pieni di spunti; ciascuno di essi potrebbe venir tranquillamente ampliato e divenire una novella a sé stante.
Mi ha ricordato un po'la Guida per tematiche di fondo, seppur la sua uscita sia precedente ad essa. Nel complesso, mi è piaciuto e avrei voluto vederne un seguito, visto il finale un po'così.


Come mi procuro questi libri?
E qui arriviamo al punto dolente della faccenda.
Quelli che ho citato sono tutti vecchissimi Urania, che in molti casi non sono mai stati ristampati. Le soluzioni sono due: o vagate per mercatini di roba vecchia, fiere dell'usato et similia, oppure vi affidate alle raccolte di ebook della serie Urania che si possono trovare su emule. C'è da dire anche che Urania a quell'epoca era famosa per i tagliuzzamenti e gli orrori di traduzione, quindi leggere il tutto in inglese rimane sempre l'opzione preferibile. Chissà, forse certi libri che ho tacciato di inconcludenza acquistano più senso, nella loro lingua originale.

martedì 8 novembre 2011

Perle di gidierresca idiozia V - Novelli Remì nel mondo dei gdr

Nuova carriolata di storie di bambini tristi prelevate da schede casuali, a voi propinate nella loro integrale scorrettezza lessico-grammaticale.
Background talmente tristi da far sembrare il protagonista di Senza Famiglia un bambino dalla vita felice e spensierata.
Background:Sua madre e suo padre volevano molto bene al loro figlio, ma un giorno decisero che gli avrebbero detto di andare in una città lontana da loro. Era un posto magnifico dove poteva farsi nuove amicizie. Quando compì 19 anni lo accompagnarono in quella città che loro volevano mostrargli. Appena arrivati lui iniziò a piangere e abbracciò i suoi genitori. Lui sapeva che non li avrebbe mai più rivisti

 
Allora, figliolo, come ti trovi nella tua nuova casa?
Vedo che ti sei fatto un sacco di nuovi amici!

Avanti il prossimo.   

Background: Clayn è nato in un piccolo paese vicino alla città. Sua madre e suo padre vennerò uccisi da una gang, che successivamente lo arruolò con loro. Lui uccise tutti, dal primo all'ultimo, per vendicarsi. Successivamente riprese la sua normale vita, ma oramai il suo carattere era stato plasmato, e la malvagità regnava nel suo cuore.
Non avendo la forza di comentare tutto ciò, lascerò che sia la cit. di un amico a parlare anche per me:
 "...psicology. You are failing this so hard that the Americans just called, they want your fail to armor their tanks."

E come saranno vivranno poi questi ragazzini corrotti dall'odio e dalla malvagità, abbandonati in mondi ostili e crudeli?

• capelli: I suoi capelli sono di una scurissima tonalità di nero e ama curarli con molta parsimonia.

Sono costretti a pettinarsi due ciocche di capelli a settimana, perché hanno paura di consumare il pettine e non avere i soldini per comprarsene un altro.
Concludiamo questa carrellata di maltrattamenti infantili con una perla trovata nel regolamento di un gdr hentai.
• Se mai vi passa in testa di creare un personaggio dai 11 anni in giù, è ASSOLUTAMENTE VIETATO ruolarlo con un pg superiore ai 15 anni!

Pedofilia legalizzata.

venerdì 4 novembre 2011

mercoledì 26 ottobre 2011

Feeling like a Monster - perché tifiamo per i protagonisti cattivi?

Scrivere un libro in grado di tenere i lettori incollati alle pagine fino alla fine è il sogno di ogni imbrattacarte. Il super attack sui margini delle pagine è sempre un'idea, ma un metodo più efficace consiste nel prendere il lettore e sbatterlo nella testa del protagonista del romanzo. Fargli vedere il mondo attraverso gli occhi dell'eroe, lasciarlo libero di frugare tra i suoi pensieri.
Immedesimazione totale: è questa la parola chiave, l'ingrediente magico tanto desiderato da coloro che cercano di scrivere un romanzo di successo.
In how to write a damn good novel II, l'autore identifica le tre caratteristiche che favoriscono l'immedesimazione:
Simpatia
Simpatia  significa apprezzare il protagonista come persona, caratterialmente parlando. Se il protagonista esistesse realmente, fare due chiacchere con lui davanti a una tazza di caffé non dovrebbe dispiacerci.
Identificazione
Identificazione significa desiderare che il protagonista realizzi i suoi sogni. Può essere un eroe che cerca di salvare il mondo, o un tredicenne sfigatello che sta cercando il coraggio di confessare i suoi sentimenti alla ragazza che gli piace: in ogni caso, faremo il tifo per lui.
Gli obiettivi del personaggio devono essere da noi condivisibili per evitare di trovare riprovevole il suo comportamento, a prescindere dalla simpatia che proviamo per lui.
Empatia
L'empatia ha più a che fare con lo stile di scrittura che con le caratteristiche dell'eroe. Empatia significa che attraverso la scrittura dobbiamo capire come il protagonista si sente, e come egli percepisce il mondo. Non dobbiamo essere spettatori, ma figure che lo accompagnano. Ciò implica che la narrazione sarà in prima persona, o in terza persona ristretta al punto di vista del nostro piggì.

Non ho critiche da fare al pensiero del signor Frey, anzi, i suoi mi sembrano ottimi consigli. Questi però sono principi fatti per essere applicati a una determinata categoria di personaggi: i protagonisti nel senso positivo del termine.
Amando io pensare al contrario per il puro gusto di farlo, non ho potuto non chiedermi come queste tre caratteristiche si possano applicare al peggio del peggio della categoria "protagonisti di un libro". A tutti i pazzi, i malati, i killer e gli stupratori che nel mondo reale disprezzeresti ma che nella fiction, per qualche strana alchimia, finisci per adorare. Li schifi per quello che fanno, e di certo inorridiresti alla prospettiva di incontrarli dal vivo. Sai che le loro vite non meritano un lieto fine, eppure non puoi non sperare che la facciano franca.
È un sottilissimo equilibrio, quello del fascino e insieme repulsione per il Male, ed è molto semplice fare cilecca tentando di replicarlo. Ho voluto provare a studiarlo un po', analizzando un paio di personaggi orribili e cercando di capire perché piacciono. Ho cercato di essere più spoiler-free possibile, basandomi giusto su quelle poche righe di background che sono di pubblico dominio.
Iniziamo, ordunque, da un classico.


Hannibal lecter
"Hello, Clarice..."

Su cosa ci baseremo per l'analisi?
Della saga del famoso cannibale ho letto ogni cosa, fatta eccezione per quel Red Dragon che proprio non riesco a trovare in libreria.
Si, ho letto anche Hannibal Rising e no, non ne voglio parlare. Fingiamo che non esista, okay? Focalizziamoci invece sul libro che si intitola Hannibal ebbasta, e che è l'unico ad essere narrato anche attraverso il suo punto di vista.

Ricordo che quando lessi questo libro mi piacque moltissimo.
Poi capii che mi piaceva per le ragioni sbagliate.

Simpatia
Hannibal the Cannibal non ha bisogno di presentazioni. Perfetto simbolo di mostruosa dualità, è un killer divoratore di carne umana e, allo stesso tempo, un garbato e intelligente psichiatra.
Non è definibile simpatico, eppure piace. Carismatico, è la parola giusta: sempre elegante e ben vestito, sempre più furbo degli altri, avvolto da quell'aura demoniaca tanto cool che fa capire alla gente a pelle che di lui non c'è da fidarsi.
Ha charme. Troppa. Leggere Hannibal è stato come leggere un romanzo vampiresco di Anne Rice, più che un resoconto delle gesta di uno spietato cannibale. Le qualità positive del cannibale vengono esaltate in maniera esagerata, la coolness prevale sulla mostruosità.
Piace, come personaggio, ma non riesce a essere l'orrenda creatura che dovrebbe essere.

Identificazione
Hannibal mangia la gente, okay, ma preferisce pasteggiare con la gente cattiva!
Sigh... può esistere giustificazione più patetica? Aggiungete a ciò una [Scusa freudiana] che ondeggia tra il patetico e il ridicolo, per vedere annichilita ogni parvenza di cattiveria che il personaggio dovrebbe avere. Il finale di Hannibal risolleva in parte la situazione, ma siamo lontano dai fasti di Silence of the Lambs, in cui veniva espressamente detto che il Male operato da Hannibal non aveva giustificazioni.
Funzionava meglio così, paradossalmente: la mancanza di una spiegazione non favoriva certo l'immedesimazione, ma non era quello l'obiettivo. Lì Hannibal era un personaggio secondario, ed era inquietante proprio perché alieno e inavvicinabile dal lettore.

Empatia
In Hannibal, i personaggi si dividono secondo il più classico degli stereotipi: i protagonisti sono gnokki, i cattivi brutti, ignoranti e puzzolenti. Nello specifico, i cattivoni che vogliono far fuori Hanny sono proprietari di un macello, gentaglia rozza abituata a rotolarsi nel fango insieme ai maiali.
Ah, dite che secondo la logica dovrebbe essere Hannibal il cattivone? Dettagli. Il nostro cannibale è figo, ergo non può essere realmente malvagio.
Anche gli atti peggiori da lui compiuti, dagli omicidi ai morbosi episodi di stalking, vengono descritti con un lirismo che li fa sembrare cose giuste. E non stiamo parlando di episodi filtrati dal punto di vista del protagonista, è l'intervento dell'autore a sentirsi pesantemente.

Commento finale 
Ritengo che il dottor Lecter sia un personaggio davvero riuscito, ma per i motivi sbagliati. Harris vi si è affezionato troppo, diventando un fanboy del personaggio che egli stesso ha creato, e la cosa si nota fin troppo. Lo ha idealizzato, elevandolo al ruolo di anti-eroe, cacciandolo fuori dalla categoria del Mostri che a noi interessa.
In conclusione: lavoro discreto, ma non è il mio genere. Questo a patto di non voler parlare di Hannibal Rising, che è... è...
Passiamo oltre, vah.

Dexter Morgan
"Tonight is the night." 

Su cosa ci baseremo per l'analisi?
Di Dexter ho letto i primi due libri, e seguito la prima stagione del telefilm. Ci baseremo sulle opere cartacee, anche se ci tengo a sottolineare quanto la serie tv (la prima, almeno) sia superiore al romanzo su cui è basato. Principalmente, alla versione televisiva manca quel retrogusto pacchiano che caratterizza la saga letteraria. Lì dove il libro cerca di essere il più possibile scioccante e improbabile, nella serie tv tutto è più realistico, discreto, sensato. I personaggi hanno più spessore, la trama più coesa, il finale meno melodrammatico.
Insomma, guardatevela.

 Da noi pubblicato con l'improbabile titolo
"Dexter il Vendicatore".
Simpatia
Dexter è una persona falsa. Un a creatura vuota, che nasconde la sua mancanza di sentimenti e umanità dietro la maschera della persona cordiale e simpatica. È anche un serial killer, che viviseziona le sue vittime per poi buttarne i cadaveri in mare.
A rendere memorabile quello che poteva diventare un gary stu darkettoso di prima categoria è il sarcasmo.
Dexter sa benissimo di essere uno schifo di persona. E se nel suo mondo è abituato a recitare costantemente, ai suo lettori non cela nulla. Nei suoi pensieri sfotte un po'tutto e tutti, se stesso in primis, e spesso non pare rendersi conto di sbagliare alla grande quando si considera del tutto privo di emozioni.
La cosa funziona. Tutti ogni tanto ci siamo sentiti cinici in maniera simile a Dexter, ed è bello ritrovarsi in un personaggio per nulla ipocrita, che non si fa problemi nello svelare ai suoi lettori tutti i brutti pensieri che gli passano per la testa. La sua sincerità fatta di battutine al vetriolo è divertente, punto.

Identificazione
Dexter è un serial killer che ammazza i cattivi, ma non lo fa perché lo reputa moralmente giusto. Segue un rigido codice morale inculcatogli dal padre adottivo, un piedipiatti dai metodi educativi su cui il MOIGE avrebbe molto su cui ridire. Avendo compreso le pulsioni omicide del figlio, il vecchio Harry gli disse semplicemente "almeno ammazza chi se lo merita davvero".
Dexter fa questo, giustiziando i più efferati criminali che sfuggono alla legge, ricercando prove della loro colpevolezza prima di dar loro il colpo di grazia. Lo fa semplicemente per rendere onore a Harry, unica persona a cui si sia sentito affettivamente legato.
Non è una brava persona, Dexter, eppure lavora per i Buoni. Non fa mai qualcosa di davvero riprovevole, non uccide innocenti o bambini.
A prescindere dai nostri pensieri riguardanti la pena di morte, è difficile riuscire a provare astio per il suo sanguinario hobby. Sentiamo che le sue vittime, in fondo, se la sono cercata.

Empatia
I libri della saga di Dexter sono tutti scritti in prima persona, con la telecamera saldamente piazzata nella testa del protagonista. La cosa ha i suoi lati negativi e positivi. Da una parte, Lindsay è una frana totale nelle descrizioni: spesso si fatica a capire il contesto di una scena, panorami e personaggi al di fuori di Dexter appaiono fumosi e poco definiti. Un palcoscenico di cartone per uno show tutto incentrato sul protagonista, e sul suo originale modo di pensare.
Dexter rosica tantissimo, quando ha a che fare con assassini meno moralmente inibiti di lui. Di fronte alle scene del crimine più sanguinolente si comporta come la peggiore delle fangirl, sbavando senza vergogna alcuna su una mutilazione particolarmente ben eseguita o un'originale disposizione del cadavere. Ci mostra senza timore di essere un Mostro, e di divertirsi moltissimo nell'esserlo.

Commento finale
Dexter non è un personaggio perfetto. A volte suona un po'forzato, altre si vede, come nel caso di Hannibal, che l'autore patteggia fin troppo per lui. I libri in cui egli è protagonista sono graziati da trame a dir poco cretine, eppure li ho letti in fretta e senza smettere di sorridere, perché le chiacchere del protagonista mi permettevano di soprassedere su una storia con più buchi di uno scolapasta.
Dexter funziona. È un ottimo esempio di Mostro che riesce ad affascinare, pur restando un personaggio fortemente negativo.
Promosso su tutti i fronti, insomma.



Ci ho preso gusto, a fare queste analisi, e se qualcuno le reputa utili e interessanti potrei farne anche altre. Ho in mente qualche altro personaggio che si potrebbe sezionare, e ogni suggerimento in merito è più che benvenuto.
Se ne riparla dopo Novembre, comunque. Dubito che riuscirò a scrivere altri articoli così corposi, in pieno NaNoWriMo.
Ah, ho dato finalmente un senso alla pagina dei link, postandovi una listarella di webcomics che ritengo meritevoli di lettura.Giusto per lasciarvi qualcosa da fare mentre io sarò occupata a bestemmiare contando parole che sembrano sempre troppo poche.

sabato 22 ottobre 2011

Still alive.

Una letale combinazione di scuola, stanchezza cronica e casini personali assortiti mi sta impedendo di curare questo blog quanto vorrei. Non ho smesso di pensare alle cose più o meno interessanti che potrei scriverci, mi manca semplicemente la forza di metterle virtualmente su carta. È il blocco da vorrei scrivere qualcosa di figo ma non riesco, e credo che l'unico modo di ucciderlo consista nello scrivere qualcosa di stupido.
Procediamo con ordine, ordunque, parlando di cose più o meno serie.

Potrei partecipare al [NaNoWriMo].
Ho un abbozzo romanzo che gioace moribondo nell'HD da quasi due anni, e l'evento potrebbe darmi la spinta per riuscire a riscrivere e concludere il tutto.
Credo che essere una schifosa gdrista sia un ottimo punto di partenza: scrivere in un gioco di ruolo è molto diverso dal narrare una storia in solitaria, ma i gdr mi hanno dato la disciplina che mi permette di aprire ogni giorno il forum e fare almeno un paio di post, a prescindere dall'ispirazione. Riuscire a dirottare questo rigore dai giochi di ruolo via forum al Word sarebbe cosa buona e giusta.
Il condizionale che affligge il titolo è dovuto alla mia memoria da pesce rosso. Ho riscoperto la competizione solo la scorsa settimana, e non ho uno straccio di storyboard pronto. Nessuno schema, nessun riassunto dei vari capitoli, nessuna idea su come risolvere i buchi di trama che ancora affliggono il mio wannabe libro.
Se deciderò di iscrivermi, sarà solo se e quando riuscirò a definire con precisione cosa scrivere. Mi chiedevo, comunque, se ci fossero altri intenzionati a tentare l'impresa quest'anno. Un compagno sulle cui spalle piagnucolare quando mancano tre giorni e tu sei sotto di 2000 caratteri fa sempre comodo.

Le chiavi di ricerca riservano sempre sorprese interessanti.
Dei poveri cristi che sono qui giunti tramite Google, e praticamente tutti sono arrivati ricercando loro:

 I Nubbini.

Queste magnifiche creature, questi puffolosi ibridi a metà tra un Furby e un gatto spastico mi stanno riempendo il blog di visite semplicemente esistendo. La loro coccolosa presenza va omaggiata e celebrata, ed è per questo che io dichiaro i Nubbini mascotte ufficiali di questo blog.

 Ho aggiornato la [lista dei manuali].
Gli ultimi titoli da me aggiunti sono How to write a damn good novel II e Writing Fantasy & Science Fiction. Ho aggiunto un bel pannello per le news rapide qui a lato, come vedete, così da poter notificare con più comodità l'aggiornamento di questa e di altre future liste.

Null'altro da comunicare al momento. Au revoir.

martedì 11 ottobre 2011

Perle di gidierresca idiozia IV - Morire anche se si è già morti

Oggi volevo smembrare per voi la deliziosa trama di un gdr che parla di onde energetiche e inglesi volanti, ma non ho la forza materiale di imbarcarmi in un'avventura di tali epiche dimensioni. Sono stanca, ho sonno, e causa raffreddore i globi oculari mi bruciano come se qualcuno li avesse soffritti in padella con un po'di peperoncino, per poi rimettermeli gentilmente nelle orbite.
Non volendo comunque lasciarvi a bocca asciutta, ho ripescato dagli oscuri antri del mio HD un reperto archeologico risalente al periodo in cui mi interessavo di game making.
Conoscete Rpg Maker? È un programma molto molto carino che permette di creare videogiochi in 2d. Principalmente gdr, come il titolo dice, ma con un po'di fantasia è possibile creare cose pazzesche come [questa] simulazione di Picross che vi consiglio di provare.

A me il picross piace tanto, ma è difficile trovarlo nelle riviste di enigmistica.
Mi consolo con Picross DS.

La cosa bella dell'Rpg Maker è che per smanettarci non devi conoscere nessun linguaggio di programmazione. Le mappe le crei con il mouse, disponendo su una griglia i vari elementi grafici, e la programmazione del gioco vero e proprio viene affidato a un sistema di azioni ed eventi che segue una logica assai contorta, ma il più delle volte funziona.

Una schermata dell'editor della versione XP di Rpg Maker.

Insomma, abbiamo un programma che permette di creare in semplicità dei giochi, senza dover possedere conoscenze particolari.
Provate a metterlo in mano a un dodicenne (o a una persona di quell'età mentale), e questo è il risultato.


ragazzi...ora vi spiego la trama del mio gioko...OK?....................------------------
allora...prima la trama di irashy -ke e' il primo-anke se quella di goddark e' la piu fika WOW tra i korviani di storia....
allora vi faccio anke un riassunto di goddark la storia ma pikkolo---________________________________________
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85.000.000.000 di anni prima ke nascesse irashy c'era un pianeta kiamato korven ....
su quel pianeta c'erano draghi e umani...i draghi venivano uccisi e mangiati dai korviani (gli abitanti del pianeta) per sopravvivere...goddark era il principe delle "islands scissors" (isole forbici) dette kosì xke avevano la forma di delle forbici...esse erano le isole a capo del pianeta...lui abitava nel goddark castle...ma si kiamava in principio irashy...poi kambio' nome..
un giorno ,un essere maligno,il piu' malvagio,distrusse Corven..irashy lo uccise e venne kiamato da lì in avanti goddark...ma nn aveva molto futuro..XD...venne nominato corviano supremo leggenda ...per questa nomina poteva vagare nell universo in forma di fantasma in cerca di un corpo da abitare...lui aveva un fratello e una sorella...Leonida e Akamahan........................................................................
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il malvagio si kiamava drakonio ...era un Miliziano........................il Miliziano supremo leggenda lui era stato nominato e aveva lo stesso potere...dopo quindi 85.000.000.000 di anni prese il controllo di un umano del pianeta perso...LOST PLANET..........................................................................
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allora irashy era un killer professionista...quindi un giorno dovette partirsi con il primo aereo verso le isole drago dove doveva uccidere una certa Leonida......in pasato il nome della sorella di goddark...................
non aveva molto kontrollo di se irashy__________________________________________________________________________
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alla fine l aereo mentre era sul mar drago precipito' in mare ...arrivo' disperso in un isola kon un vulkano...lui prese del mangiare dall albero delle noci di cocco qualke kokko qua e la'.............poi sale sul vulkano e scalandolo dopo vede un mukkio di scheletri viventi...graw....ke paura...tutti vennero bruciati pero' da un kolpo di fuoko ciascuno...tutti una palla di fuoko...infuokata e bruciente...morirono (anke se erano gia morti)e irashy vede un drago super gigante.....fiko...si deve affrontare e dopo ti butta nel vulkano kon se ...muore irashy e sei nell inferno dove per tornare sulla terra nel mondo reale
devi prendere il kontrollo di un drago ke kosta 8000 takelenie (soldi) ma si deve arrivare per komprarlo all altra sponda dell inferno ...(era diviso in 2 parti dalla lava) a tal punto bisogna avere un ponte per superare kon 1000 takelenie...|!poi kontinua ma mi sekko kontinuare


Ci tengo a specificare che il testo è stato riportato fedelmente, abbondanza di lineette e puntini compresi.
Non credo abbia bisogno di commenti, nè ho la forza di farne alcuno. Vado a farmi degli impacchi di camomilla.

mercoledì 5 ottobre 2011

Row row, fight the powa - Contro la legge ammazza-blog

E dopo aver postato la mia dose di stronzate settimanali, passiamo alle cose serie.
Anche se è un blog piccino piccino, e sicuramente avete già letto la notizia altrove, anche Serious Business aderisce all'iniziativa lanciata da Valigia Blu contro la legge ammazza-blog.


Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione. 

Cosa è la rettifica? 
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi. 

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione? 
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito. 

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto? 
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata. 

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false? 
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri. 

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica? 
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso. 

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica.

[Qui] l'articolo completo.

Perle di gidierresca idiozia III - Sedare la folla prima della fine del mondo

Nuova vagonata di idiozie prelevate dai peggiori forum gdr di Caracas. Quest'oggi esamineremo non stralci di testo prelevati da schede assortite, bensì la trama cardine di un gioco di ruolo. Una trama, questa, pregna di tematiche attuali quali l'angoscia provocata dal'incombere del 2012, lo sfruttamento minorile, oscuri giochi di potere, la gramatica creativa.
A voi.
Ormai nel 2012 tutti credeva nella fine del mondo, per questo si cercò di sedare la folla. 
 E fu così che la folla capitanata dall'eroico Tutti si trovò ad affrontare un esercito di medici di TF2 armati di sparasiringhe.

Dell'altro Valium, presto!
Per primi furono Spagna e Germania ma finirono per assumere il comando degli ottimi generali di guerra che si dichiararono guerra per il comando della Francia. La Francia dovette subire pesanti bombardamenti su vasta scala e però l'Ighilterra non voleva che niente cadesse in altre mani. I Generali Si allearono contro Francia e Ighilterra. Però L'italia sebbene piccola si espanse conquistando anche i piccoli stati al sud della geramnia e unendo le forze si mise a contrastare le grandi potenze. Anche gli altri grandi stati inglobarono altri piccoli stati diventando solo 5 grandi stati in tutta Europa. 
Stati europei che si accapigliano, l'Inghilterra che si mette in mezzo giusto perché anche la Francia sta combattendo e l'Italia che si mette in testa di essere una nazione seria: la trama di una puntata standard di Hetalia, insomma.
Pastaaa!
Iniziarono le guerre Aeree da parte della spagna contro l'inghilterra e L'Italia. Non aspettandoselo, l'Italia dovette subire le bombe degli spagnoli. Ormai vennero riaperti gli aeroporti per i lanci di aerei di caccia ma chiusi per i passeggeri. Tutti gli uomini sopra i 20 anni e a volte anche da 15 anni in su venivano immediatamente arruolati nell'esercito e mandati in varie missioni sparse per l'Europa. 
 Quindicenni spediti a pedate sui caccia, senza uno straccio di preparazione militare. Perché si sa che guidare un aereo è un po'come andare in bici con le rotelline.
Ormai nel 2059, dopo tanti conflitti si raggiunse un accordo di pace che durò qualche mese ma poi si sviluppò solo via aerea. Intervenne l'America intera che terminò la guerra. Tuttavia un manipolo di numerosi ribelli tramano ancora
Il punto a conclusione della frase è volutamente assente anche nella versione originale. Trattasi di un'innovativa tecnica stilistica  atta a evidenziare come la storia non sia realmente finita, e tocchi ora ai giocatori plasmare il futuro di questa Europa devastata dai conflitti aerei.
E la fine del mondo tanto temuta all'inizio della storia?
Speriamo che giunga presto...

mercoledì 28 settembre 2011

Guida ai manuali di scrittura

Siete una di quelle persone che anziché affidarsi a risate e starnuti [cit.] preferiscono imparare a scrivere con metodo?
Iniziate con qualche bel manualone, allora. 
Di manuali ne girano fin troppi, e non tutti sono meritevoli di lettura. Per questo ho deciso difare delle mini-recensioni di quelli che ho letto io, sperando che tornino utili a qualcuno.
Anziché usare voti numerici, mi affiderò ad un comodo sistema a semaforo:

Ben scritto, interessante, utile. Da leggere assolutamente.
Interessante, ma non essenziale. Leggetelo se proprio volete approfondire l'argomento.
Schifo, orrore e tristezza. Non buttate il vostro tempo, non ne vale la pena.

I libri sono ordinati per categoria, partendo in ordine alfabetico da quelli con voto verde a quelli rossi.

Un suggerimento: spaziate nelle vostre letture, non concentratevi sui manuali relativi al vostro "genere".
I manuali di cinema, in particolari, fanno bene a chi scrive narrativa: gli sceneggiatori per il grande schermo sono molto pragmatici e organizzati nella stesura della trama; cosa spesso sottovalutata dagli scrittori di prosa, che tendono più spesso a scrivere di getto e sistemare la struttura poi.
I manuali di cinema vanno bene anche per chi si interessa di fumetto, perché i due tipi di sceneggiatura sono simili nel formato (e perché di manuali per fumettisti ce ne sono proprio pochini).

Se poi qualcuno vuole suggerire o sconsigliare qualche manuale, ben venga. Se è disposto anche a spiegare in due righe perché consiglierebbe o meno il mauale X, ancora meglio.


STORYTELLING E PERSONAGGI

Story
Di Robert McKee
Disponibilità: ENG, ITA
Il libro di sceneggiatura. Non snobbatelo perché si rivolge agli scrittori di cinema: se l'ho messo nella sezione generale, è perché i principi di cui parla si applicano a ogni tipo di narrativa.
Dopo una lunga parte introduttiva (e un po'noiosa) sulla natura delle storie, il libro inizia a parlare della struttura delle storie, dalla semplice struttura ai tre atti ad archi narrativi, sottotrame e storie non lineari.
 Tantissimi gli esempi, con sceneggiature di film famosi che vengono smontate e analizzate battuta per battuta.
 Consigliato?
Assolutamente sì, e non solo per gli scrittori di cinema.

Characters & Viewpoint
Di Orson Scott Card
Disponibilità: ENG
La prima parte del manuale contiene consigli estremamente generici. Mi ha innervosito molto perché Orson spesso cita film o libri famosi ("un finale come quello del film taldeitali funziona molto bene"), ma senza elaborare il discorso. Se io quel tal film non l'ho visto, da quell'esempio io non imparo nulla.
La parte finale sul punto di vista è molto più interessante, ma il libro pare interrompersi sul più bello. Spiega bei concetti di base, ti aspetti che si passi allo sfruttarli in maniera "avanzata" e invece niente, il libro finisce.
Consigliato?
Non credo valga la pena comprarlo per leggere giusto i 2-3capitoli finali. Al massimo, fate i pirati.


Create a character clinic
Di Holli Lisle
Disponibilità: ENG
Dovevo capirlo dalla copertina scrausa col font in Papirus, che sarebbe stato un libro brutto. Ho voluto comunque sprecare mezz'ora del mio tempo per assicurarmene, e ora posso confermarvi al 100% che sì, è un pessimo libro che merita a stento la definizione di "manuale". Questa... Cosa vi suggerisce di creare i vostri personaggi compilando odiosissime schede contenenti dozzilioni di domande, e per ognuna di esse vi dà suggerimenti riassumibili in "usate il buonsenso".
Ne sentite davvero il bisogno?
 Consigliato?
Per carità, no. Se proprio siete dei feticisti dei character sheet andate su [Deviantart], lì ne potete trovate di ottimi da compilare.


SCRIVERE NARRATIVA

How to write a damn good novel
Di James N. Frey
Disponibilità: ENG
Il titolo, diciamocelo, è una schifezza. A giudicarlo dalla copertina parrebbe uno di quei libri falsissimi che promettono miracoli, opere del calibro di "allunga il tuo pene con questi semplici esercizi!"
Non ci credevo neppure io quando ho iniziato a leggerlo, eppure è un ottimo manuale. Va subito al sodo, evitando ogni discorso fuffoso circa l'arte dello scrivere e dando invece consigli sensati. Ho apprezzato molto il capitolo sulla gestione dei punti di vista e quello riguardante la premessa basilare di una storia, è un discorso interessante che non ho visto trattato in altri manuali.
È scritto in maniera sintetica e chiara, senza inutili orpelli stilistici, e lo stile dell'autore strappa più di un sorriso.  
Consigliato?
Assolutamente sì. Un libro semplice, ottimo per chi è totalmente a digiuno di teoria narrativa.

How to write a damn good novel II
Di James N. Frey
Disponibilità: ENG
Seguito del manuale recensito qua sopra che amplia, corregge e precisa quel che è stato detto nel prequel, e introduce degli argomenti "avanzati" per gli imbrattacarte che già hanno una certa domestichezza col mestiere (leggasi: per chi ha letto il primo volume). Si parla di come aiutare il lettore a immedesimarsi nei personaggi, di creare della suspance, della costruzione di un primo capitolo avvincente, e tante altre cose interessanti che raramente ho visto venir trattare in maniera tanto approfondita.
Consigliato?
Fuck yeah.

Self-Editing for fiction writers
Di Renny Browne & Dave King
Disponibilità: ENG
Un manuale scritto da editing professionisti che vi spiega tutto ciò che è necessario sapere sul come affinare il vostro stile narrativo. Si occupa interamente della forma, parlando di show, don't tell, di dialoghi, di grammatica, punti di vista e altre cose tecniche. Ogni spiegazione è corredata da tonnellate di esempi, e  ci sono anche gli esercizi da fare al termine di ogni capitolo.
 Praticamente essenziale se volete editarvi qualcosa da soli, o migliorare il vostro stile in generale.
 Consigliato?
Fuck yeah!

How to write a damn good mistery
Di James N. Frey
Disponibilità: ENG
Enorme delusione.
Il caro signor Frey sembra aver ormai finito le cose da dire; pare rendersene conto egli stesso, visto il modo in cui continua a consigliare ogni due pagine la lettura delle sue opere precedenti. Il libro dovrebbe insegnare a scrivere un buon giallo attraverso il metodo del "prima facciamo una scaletta della trama e poi la scriviamo", ma la trama-esempio che propone, e che occupa buona parte del libro, è decisamente insulsa. Non sono riuscita a finirlo causa noia cosmica.
Consigliato?
Assolutamente no, è un libro inutile.

L'unico buon consiglio che vi ho trovato scritto è il seguente: prima di iniziare con la stesura del libro, scrivete un paio di scene casuali (pagine di diario, interviste ecc.) dal punto di vista di ogni vostro personaggio, in modo da prendere confidenza  con loro.
Ora che lo sapete, potete passare oltre.

Lo scrittore di Buon Senso
Di Chiara Prezzavento
Disponibilità: ITA, scaricabile gratuitamente qui
Chiamarlo "manuale" è un po'esagerato, anche a detta dell'autrice. È più corretto definirlo un aiutino, una lista di consigli e rimuginamenti sull'arte dello scrivere che possono dare qualche spunto utile, ma nulla di più. C'è qualche errore di battitura qua e là, ma nel complesso il testo scorre bene.
Consigliato?
Se proprio non avete il tempo e/o voglia di leggere manuali, dare un'occhiata a questo pdf è meglio che nulla.

World Painting
Di Rebecca McClanahan
Disponibilità: ENG
Un manuale tutto basato su quella cosa rognosa che è il descrivere le cose. Cioè no, ma voi fingete che sia così ed evitate pure la seconda parte del libro, imperniata invece su consigli di scrittura più generici e meglio trattati in altri manuali. La prima parte di questo Word Painting invece dà consigli sul come migliorare le vostre capacità descrittive, ed è tutta roba buona. Spiega a quali dettagli dar rilevanza, come sia meglio unire azione e descrizione e soprattutto, fa notare al lettore come sia cosa buona e giusta descrivere tutto, senza limitarsi ai soli stimoli visivi.
L'autrice è una poetessa. Ciò significa che il suo stile è un po'frufru, tutto delicato ed evocativo e carino, ma nel complesso è sopportabile.
Consigliato?
A metà. La prima parte, quella sulle descrizioni, è fatta bene. La seconda, in cui si parla di scrittura in generale, è talmente noiosa e scontata che francamente non sono riuscita a concluderne la lettura.

Writing Fantasy & Science Fiction
Di Lisa Tuttle
Disponibilità:ENG
Manuale che si compone di una prima parte mediocre, piena di sommarie lezioncine sulla scrittura. Le solite manfrine su punti di vista, sullo show, don't tell e via dicendo. Dovrebbe parlare principalmente della creazione di opere fantasy e sci-fi, ma i consigli che dà sono piuttosto ovvi e scontati. Nulla a cui non si possa arrivare da soli grazie alla propria materia grigia, insomma.
Nella seconda parte invece si parla di pubblicazione, agenti, editing, e tutto quel che viene quando è il momento di vendere l'opera.
Interessanti le interviste agli editor di importanti riviste e case editrici, ma troppo ristrette al mercato librario usa e americano per essere davvero utili a noi.
Consigliato?
Insomma. Può essere interessante per gli amanti del genere, ma va letto più per curiosità che per speranza di impararci qualcosa. Credo sarebbe utile anche a chi volesse scrivere della fantascienza senza aver mai letto nulla sull'argomento, per farsi un'infarinatura generale.

On Writing
Di Stephen King
Disponibilità: ITA, ENG
Trovo offensivo per il genere catalogare questo libro come "manuale di scrittura", e ci tengo a inserirlo in lista solo per specificare che non lo è: per tre quarti del libro il signor King ci parla della sua vita e del suo rapporto con la scrittura, mentre nel restante quarto ci spiega il suo metodo di scrittura. Sono consigli che passano dallo scontato al dannoso, propinati con una nonchalance che mi ha fatto sinceramente innervosire. Se volete capire perché il signor King faccia sempre gli stessi errori di romanzo in romanzo, leggetevi la spiegazione del suo metodo di lavoro in On Writing e vi saranno chiare molte cose.
Consigliato?
Come rito di passaggio, al massimo: se leggendolo capite come e perché il metodo di scrittura di King sia fallato, allora significa che non siete più scrittori bruchini, e presto diventerete bellizzime farfale.


SCRIVERE FUMETTI

Writing for comics & graphic novels
Di Peter David
Disponibilità: ENG
Il titolo è menzognero: Peter David parla sì di fumetti, ma solo del genere che meglio conosce: supereroi.
 Un manuale estremamente informale, che parla del suo approccio personale alla scrittura più che dare consigli generali. David è bravo nella caratterizzazione dei personaggi, e infatti i capitoli dedicati ad essi sono tra i migliori del libro.
 Consigliato?
Lo consiglierei solo ai fan dell'autore, ma vista la scarsità di manuali sul fumetto potrebbe interessare anche ad altri. Di meglio, purtroppo, poco si trova.


SCRIVERE PER IL CINEMA

Save the cat!
Di Blake Synder
Disponibilità: ENG
Un libro molto pratico di uno sceneggiatore di film per famiglie. Ha un metodo fin troppo formulaico che lui stesso non consiglia di seguire, ma mi piace il rigore con cui organizza le proprie trame.
Tanti buoni consigli che si applicano anche ai romanzi. La parte finale invece è più personale, e spiega come sia stato per lui vivere come sceneggiatore a Hollywood. Inutile, ma interessante.
 Consigliato?
Solo alle persone con già una certa esperienza, che sappiano distinguere i buoni consigli dalle boiate.


SITI INTERESSANTI SULLA SCRITTURA

Il corso di Fabio Bonifacci [ITA]
Bonifacci è un onesto scrittore e sceneggiatore italiano, che tiene un corso di scrittura molto interessante e del tutto gratuito. Non sarà completo quanto un manuale vero e proprio, ma dice cose sensate e schifo da leggere non fa.

Limyael's Fantasy Rant [ENG]
Una lunga, esilarante serie di post in cui l'autrice esamina con puntiglio tutti i cliché tipici del genere fantasy. Sono utilissimi spunti di riflessione per chiunque intenda lavorare sul genere.

Motivation for moving beyond your writing habits [ENG]

Interessante tumblr sulla scrittura. Rant, incoraggiamenti, documentazione, tutorial, consigli assortiti.

martedì 27 settembre 2011

70 acrilico, 30 lana, 100% fuffa

Oggi pensavo di postare la seconda parte della guida dal"dal GdR alla scrittura di un libro". Ho però realizzato di aver stupidamente tradotto la seconda parte della guida, non notando che tra essa e l'introduzione c'era una cosina chiamata "capitolo 1".
Le soluzioni erano due: potevo postarla ugualmente fingendo di aver già postato anche la prima parte, e accusando voi lettori furboni di non essere stati attenti. Sarebbe stato uno scherzo già visto, però, di certo ricordato da chi anni fa ha rotto l'anima a tutti gli edicolanti del suo paesello reclamando a gran voce il mitico, inesistente numero zerobarrauno di un certo fumetto.
Odio essere banale, quindi ho deciso di ricorrere all'alternativa numero due, consistente nel narrare l'Evento che mi ha cambiato la Vita: il mio primo incontro con una Vera Scrittrice™.


La comunicazione giunse a scuola, totalmente inaspettata.
"Assemblea nelle ultime due ore di lezione". Assemblea su cosa? Nessuno lo sapeva, nè la cosa pareva avere rilevanza. Un'assemblea ha l'unico scopo di far saltare ore di lezione, e quando a venir schivate sono due ore di matematica uno non può far altro che chinare la testa, ringraziare in silenzio una divinità a piacere e non fare domande.
Appena entrati nel nostro sgabuzzino di Aula Magna, notiamo immediatamente una signorina con orecchie da gatto in testa, intenta a chiaccherare con alcuni docenti. "Ex studentessa venuta a salutare dei prof", fu il mio primo pensiero. La fiera del fumetto si svolgeva in quei giorni, le orecchiette miciose erano così giustificabili.
Poi inizia l'assemblea e il presentatore, con l'entusiasmo di chi è costretto a leggere ad alta voce una lista della spesa, ci informa che mrs. neko è una giovane Vera Scrittrice™, la cui opera di esordio 70 acrilico, 30 lana sta partecipando con successo a importanti premi letterari.
So benissimo che il liceo artistico è composto per la maggior parte di freaks, ma forse la signorinella ha un filo esagerato nel cercare di integrarsi con l'ambiente.

Una loli neko. Così, tanto per gradire.

Il presentatore continua a fare (male) il suo lavoro e, tra un balbettio e l'altro, riesco a capire qualcosa della trama del libro: parla di una ragazza che vive a Londra insieme alla madre, che dalla morte del marito (schiattato in un incidente d'auto insieme all'amante) è andata un poco fuori di testa. Non parla più, ha perso la voglia di vivere, e gira per casa fotografando buchi, da quelli dei maglioni alle tane delle tarme sull'assito.La protagonista, d'altro canto, passa la giornata facendo l'emo, "decapitando fiori", tagliando e ricucendo vestiti come una novella dottoressa Frankenstein del tessuto. La sua vita triste ed emo viene ravvivata dall'incontro con un ragazzo cinese che si offre di insegnarle la sua lingua. Tra i due sboccia l'amore, blablablabla.
Potrebbe anche sembrarmi vagamente interessante, se non fosse che l'autrice vive anch'ella a Londra e studia, guarda caso, lingue orientali. Le self-insertion mi fanno storcere il naso. Sono spesso un segno di inesperienza, specie se corredate, come in questo caso, da una prosa in prima persona, spesso preferita rispetto alla terza per via di una sua presunta maggior semplicità. Ma mai giudicare il libro dalla copertina, no? Prima di iniziare a sparare insulti davvero cattivi, dunque, attendo che giunga il momento della lettura di uno stralcio del libro.

"Parole che pugnalano la pagina" aveva detto il presentatore, descrivendo lo stile di questa ragazza. Metafora quantomai inesatta, dato che quelle frasi han pugnalato, più che pezzi di carta, il mio povero cuoricino da imbrattacarte.
Non rammento abbastanza bene il brano letto per poterlo citare, nè saprei dove andare a cercarmi un estratto. Ricordo però abbondanza di avverbi, cambi di PoV improvvisi, pretenzioso utilizzo di paroloni forbiti. Ricordo soprattutto una melassa di metafore malriuscite, roba capace persino di superare le metafore sgangherate dei libri di Aldiss.
(Ricordatemi di postare una raccolta di metafore di Aldiss, un giorno. Meritano alquanto.)

La risata isterica scatta durante lettura di un secondo brano, in cui il [Sesso stile Ikea] viene portato come scelta stilistica. Non rimembro esattamente la scena, ma era qualcosa del tipo "Lui le aprì le gambe con decisione. Apertura sportello, prego inserire carico da lavare. Rotolarono appassionatamente sulla sabbia, avvinghiati l'uno all'altra... inizio fase centrifugazione." Una scena idilliaca illuminata da un sole "dorato come un petto di pollo", che illumina il corpo di lui dalle movenze "simili a quelle di Paperino".

È o non è un'icona di sensualità?

 Nulla contro il flusso di coscienza visceralmente intriso di metafore, sia chiaro, è una tecnicha che talvolta utilizzo anch'io. Ma un conto è farne una scelta stilistica consapevole, un altro riempire la pagina di immagini il più possibili forti e bizarre al solo scopo di impressionare il lettore con la profondità dei propri pensieri.
Impossibile giudicare un libro basandosi su un paio di pagine, ma i due brani letti a pelle mi hanno lasciato una brutta impressione; come se quello dell'autrice fosse una montatura, uno stile costruito ad arte per sembrare ggiovane e profondo. Un impiastro pesante, forma che intralcia il contenuto a discapito della leggibilità.
Mentre io mi perdo in questi profondissimi ponderamenti, il presentatore dell'opera continua a insultare la lingua italiana e il nostro buonsenso, informandoci di come la metafora della fossa spesso ripetuta nel libro faccia riferimento al sesso.
"Però nel libro non c'è scritto chiaramente, perché è una metafora".
Facepalm.

Giunge il momento delle domande del pubblico. Sono la prima a domandare il microfono, una trollface stampata sul volto.
"Cosa l'ha spinta a scrivere un libro?" domando io "E come si è approcciata alla scrittura? Ha letto dei manuali, si è documentata prima, o ha scritto tutto così, di getto?"
Il modo in cui ho calcato la voce sulla parte del "leggere manuali" è del tutto casuale.
"Beh, io scrivo da quando avevo 5 anni." mi risponde l'autrice.
Silenzio.
Fine della risposta.
Delusa? Molto. Ma non mi arrendo, e dopo un giro di domande il microfono torna nuovamente tra le mie zampacce.
"Dato che lei ha una così grande esperienza, può dare dei consigli a chi voglia cimentarsi nell'arte della scrittura? ^___^"
Ammetto che mi ero aspettata un discorso sconclusionato in stile Strazzulla, qualcosa sullo scrivere a forza di risate e starnuti. Invece si è limitata a manfrine sullo scrivere con passione, pensare ai lettori e cose così.
Lezioncine che paiono esserle state cacciate in bocca dal suo editor. O forse da mamma e papà, rispettivamente giornalista e prof di letteratura. Cosa che sempre aiuta in italia, quando vuoi pubblicare qualcosa.

Ma è poi così brutto questo libro, alla fine?
Non ne ho idea. Magari mi piacerebbe pure, se decidessi di dargli una possibilità.
Il fatto è, la presentazione dell'opera non mi ha invogliato a leggerlo, proprio per nulla. Mi è parsa un'opera finta, un caso letterario montato ad arte. L'esperienza mi ha dato fiducia in me stessa in compenso, ha colmato il mio essere di speranzosi pensieri stile "se ce l'ha fatta anche lei, e scrivendo così, posso farcela anch'io".
Peccato solo che io non abbia una madre giornalista.

lunedì 26 settembre 2011

Perle di gidierresca idiozia II - Mangiare occhi che cadono

Altra puntata della rubrica a cadenza rigorosamente casuale dedicata alle peggiori svarionate lette in anni di gdr via forum. Quest'oggi ci occuperemo di descrizioni fisiche, croce e delizia di ogni gdrista che si rispetti.
Ora, quando si tratta di compilare il suddetto campo di una scheda, i giocatori si dividono in tre categorie:
  • Coloro che riempono paginoni di Word esaltando la bellezza della propria creatura, parlando dei suoi capelli color del grano e degli occhi paragonabili a *inserire qui il nome di una pietra preziosa casuale* . Descrivono ogni particolare minuziosamente, arrivando ad allegare persino una mappa dei nei/foruncoli/cicatrici del personaggio.
  • Quelli che ritengono che descrivere un personaggio sia perfettamente inutile, quando hai schiaffato una bella immagine a inizio scheda. Due righe in croce giusto per accontentare i correttori di schede e via, prossimo campo.
  • Coloro che scrivono il giusto. Descrivono i pregi che le imperfezioni fisiche del loro alter-ego, senza esagerare.
Le prime due categorie sono particolarmente interessanti, specie quando al loro atteggiamento si uniscono inesperienza, povertà grammaticale e un inappropriato utilizzo del lessico. Totalmente assente in loro, invece, quella vocina nella testa che dovrebbe sussurrare a ogni gdrista "rilleggi quel che hai scritto, rileggilooooo".
Ecco quindi qualche stafalcione opera dei signorini delle categorie uno e due, per la gioia di ogni masochista col pallino della lettura.

Descrizione Fisica:Magro e alto su un 1 metro e 64/65. Non è un grande fan del mangiare ed è per questo che è magro. A volte si scoprono dei lividi che non si conosce la provenienza
Immaginatevi questi lividi, queste macchie violacee con il fagottino in spalla che giungono nelle lande delle Gambe di Pg X e lì decidono di accamparsi.Stanchi, affamati ed esausti, si coricano sulla distesa rosata, macchiandola di scuro. Dormono per qualche giorno, recuperano le forze. Poi i nomadi riprendono il loro cammino, alla ricerca di nuovi dermi da conquistare.
La loro provenienza è misteriosa, così come la loro prossima meta. Forse la loro prossima casa saranno le tue gambe...

I suoi occhi sono buoni come il pane e neri con delle striscie blu cielo
Intende dire che i suoi bulbi oculari hanno un sapore migliore della media? L'autore della scheda ha fatto degli assaggi per accertarsene?
Inquietante.

Descrizione Fisica: è fatto di gomma e ha lo sharingan, è bello e ha i capelli neri che gli piovono sul volto! lui è molto bello e le donne cadono ai suoi occhi!

Secondo me cadono a livello dei suoi occhi per cercare di mangiarglieli, perché anche lui li ha buoni come il pane.

Descrizione:: Il guerriero ignoto è vestito sempre è comunque con un mantello di color marrone,tale tonalità cambia in base alle variazioni di luce,arrivando a un marrone chiaro/scuro e le sue tonalità...
ha dei strani segni incavati sul dorso del mantello,che appaiono inspiegabilmente indefiniti,come sfocati,a persone che il guerriero definisce non ancora degne di conoscerle...
il volto,cosi come la maggior parte del corpo frontale,risulta essere totalmente coperto dall'ombra,impedendo di vederne il viso e capirne al 100% il fisico,risultando piuttosto misterioso...
indossa dei guanti più simili a un'ottava pelle che altro,e il colore del suo vestiario rimane prevalentemente marrone...
 Vi è sfuggito qualcosa? Facciamo un rapido riassunto delle sue pelli:
Prima pelle: il derma.
Seconda pelle: un velo di maionese uniformemente spalmata sul corpo, per far risaltare il colore dell'incarnato.
Terza pelle: Coltre di non-luce da applicare sul volto per renderlo indistinto, nascosto dalle tenebre. Poiché un vero incanto di oscuramento costava troppo, il nostro prode si è accontentato di una calza da infilarsi in testa.
Una calza marrone.
Quarta pelle: completo intimo leopardato. Color marrone, con le macchie di un marrone più scuro.
Quinta pelle: maglia e pantaloni ottenuti con la stoffa del saio di un frate cappuccino comprato a metà prezzo. Sono marroni.
Sesta pelle: Una cotta di maglia fatta con il cartoncino, ergo marrone.
Settima pelle: Il mantello. Un tempo era verde, ma dopo uno scroscio di pioggia acida e una scivolata nel fango il tessuto è diventato marrone, e si è riempito di quei segni incavati altresì chiamati Buchi.
Ottava pelle: i guanti. Marroni.

domenica 25 settembre 2011

Recensione - Stiff (Libro)

Se anche tra i vostri hobby figura il rovinare i pasti degli amici raccontando aneddoti schifosi mentre loro si strafogano beatamente di pizza, allora vi consiglio la lettura di Stiff: The Curious Lives of Human Cadavers.


Se si parla di  gente morta, uno è solito immaginarsi il solito corpicino bianchiccio steso su un tavolo da autopsie, visione abituale per chiunque telespettatore di C.S.I. o Dr. House. Invece i cadaveri possono avere un'agenda di impegni più fitta di quella di un'avvocato all'ultimo grido, e la loro routine giornaliera è molto più interessante del pellegrinare da un'aula di tribunale all'altra dei legali.
 Le loro giornate prevedono il  guidare una macchina durante un crash test, ad esempio, o il venir polverizzati e impiegati come sostanze medicinali. Vengono fatti esplodere, crivellati dai proiettili, divorati, disciolti nella lisciva. Talvolta trovano il tempo per rilassarsi in una bara, o prendere il sole in una body farm.
Attenta osservatrice di queste attività mortifere è l'autrice, una persona assai simpatica nello scrivere. Riesce ad essere esaustiva e al contempo delicata, sa fare dell'ironia senza scadere in battute di dubbio gusto. Il suo è il punto di vista di una persona normale (anche se dallo stomaco decisamente robusto), che si approccia alla morte con curiosità e un po'di schifo, e cerca di narrare le sue esperienze senza disgustare troppo i lettori più fifoncelli. Ha uno stile piacevolissimo, ed è solita infarcire i suoi scritti di note talmente bizzarre da sembrar prese di peso da un libro da Pratchett.
Ride e scherza, la signora Roach, ma prende il suo lavoro con serietà. Ho trovato il libro molto esaustivo, e la sua ampia bibliografia ha provveduto a soddisfare ogni altra mia curiosità sulle orrendaggini qui narrate. Ora posso cercare di farmi vomitare in faccia dai compagni di scuola mentre spiego loro come funziona nel dettaglio il processo decompositivo dei tessuti umani, e ciò mi rende immensamente felice. Certi hanno iniziato a darmi della satanista, ma è una reputazione che mi porto appresso quando feci loro credere che il mio ciondolo di D.Gray-Man fosse un simbolo satanico, indi...

Consiglieresti questo libro?
Yep. Ne consiglio la lettura a chi ha un certo gusto per il macabro, a chi vuole imparare cose bizzarre, o a chi voglia sentirsi un po'rassicurato circa quel che gli accadrà dopo la morte. La vita di un cadavere, in fondo, non è poi tanto male.


Reperibilità?
Il libro è interamente in lingua inglese. Il linguaggio è semplice, colloquiale, e non dovrebbe dar problemi a chi ha basilari conoscenze del britannico idioma. L'ebook si trova facilmente in giro, sia tramite amazon che su siti meno legali.

sabato 10 settembre 2011

Perle di gidierresca idiozia I - Tegole giganti che incombono sul mondo

Volevo parlare del libro che ho finito di leggere un paio di giorni fa.Volevo parlare di coniglietti, di pietre Bezoar e di foto scattate ai morti. Tre idee, altrettanti post incompiuti che attualmente vegetano nei meandri del mio HD.
La voglia di scrivere latita, in questi giorni.Ho dunque deciso di riempire qualche post condividendo col mondo il contenuto di una particolare cartella che troneggia sul mio desktop. Essa racchiude le più folli, assurde, insensate e sgangherate perle di italiano che mi sia capitato di leggere durante la mia lunga carriera come correttrice di schede in forum gdr assortiti. Piccoli testi deliziosamente idioti su cui ridere per non piangere, che ti spingono a chiederti per quale masochistico motivo tu abbia deciso di svolgere un compito simile.
Ho modificato i nomi e i riferimenti da cui queste opere provengono, un po'per privacy, un po'perché non se lo meritano. Lungi da me voler sfottere gli autori di questi scritti, siamo stati tutti giovani e inesperti. Ridiamoci sopra, che fa bene a tutti.

Vorrei iniziare con un grande classico. Il background di un personaggio che finisco per copiaincollare regolarmente a chiunque mi chieda com'è fare lo staffer, correggere le schede, gestire un forum e tutte queste cose qua.
Poche righe per comprendere che il lavoro di uno staffer è innanzitutto sofferenza.
A voi.
Razakel è cresciuto nelle fredde regioni del nord, cacciando (con armi decisamente fuori luogo, tipo mitragliatori che ha costruito da solo) per sopravvivere e abituato fin da piccolo a lottare per sopravvivere, continua così la sua vita finchè non gli arriva la notizia del perciolo che incombe sul globo, decide di viaggire fino all'accademia militare per arruolarsi.
Nella mia mente, la parola perciolo ha assunto l'analogo significato della parola pergolo. E poiché la mia mente è ignorante, la parola pergolo era per me sinonimo di tegola.
Se il prezzo dell'ignoranza è la possibilità di immaginarsi questa ciclopica tegola rossiccia che ondeggia pericolosamente sul tettuccio della casa chiamata Universo, minacciando alla minima folata di schiantarsi su un pianeta terra grande quanto una palla da tennis abbandonata in giardino da un bimbo, allora io amo restare ignorante.

Secondo background. Così, tanto per gradire.

Jack nacque a Baron i suoi genitori non lo volevano neppure però non avevano i soldi per un aborto così lo tennero fino all'età di 6 anni poi lo abbandonarono a 9 anni per guadagnare soldi divenne un bambino soldato
finché non si stanco dello schifo che faceva la sua vita e così divenne un cacciatore di teste ,ironia della sorte gli fu commissionato di fare fuori un uomo scomodo alla società ovvero suo padre Jack a fare ciò non provò nulla la lama calda si infilo nella giugulare del padre che gemette prima di accasciarsi al suolo in una pozza di sangue.
L' anno successivo avvenne quella che gli storici hanno definito fusione Jack non se ne curò di quest' "evento epocale" per lui era solo aumentata la carne da mandare al macello ,jack aveva solo 10 anni e già le sue mani chiedevano sangue .
a 17 anni entro nei cavalieri di Baron a detta sua era pagavano bene , Jack nei cavalieri però conobbe quello che fu il suo unico amico , si chiamava Kain aveva molto in comune con Jack entrambi avevano avuto un infanzia difficile e in battaglia erano dei mostri lo stesso Jack fu chiamato lo Squartatore .
Ogni cosa era destinata a finire l' amicizia tra Kain e Jack la fiducia di jack nelle persone e anche la stessa vita di Kain.
Kain Due-facce così fu apostrofato dal esercito di Baron Jack era l' unico in grado di farlo fuori la sua missione era fare fuori il suo miglior amico Jack affronto kain in battaglia durante lo scontro fu ferito al occhio destro ma l' unica COSA CHE GLI INTERESSAVA ERA UCCIDERE KAIN così quando ruotò la spada e fece letteralmente volare le gambe dell' avversario disse " Kain non avercela con me per questo la colpa è unicamente tua tu mi hai tradito... io di solito non bado a ciò ma noi eravamo amici non avresti dovuto farlo ..." per la prima volta nella sua vita Jack provo qualcosa prima di uccidere un uomo forse era disprezzo forse odio o forse amarezza ...
Tre giorni dopo l' accaduto Jack lascio i cavalieri di baron e divenne un maecenario

Ci sarebbe tanto da dire su questo background. In particolare, mi piace il pathos evidenziato in maniera così drammatica da quel maiuscolo.
Mi piace così tanto che credo andrò a cavarmi gli occhi, ciao.